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sabato 6 settembre 2008
sabato 30 agosto 2008
Supercoppa Europea allo Zenit
venerdì 15 agosto 2008
lunedì 4 agosto 2008
Bravo Mou così si fa...
"Ha quasi 70 anni, ha vinto solo due coppette. E' tardi ormai per fargli cambiare mentalità". Josè Mourinho risponde piccato a Claudio Ranieri (che per la cronaca compie 57 anni a ottobre) che dopo la sconfitta pesante di Londra contro l'Amburgo aveva detto: "Non sono come Mourinho, non debbo vincere per essere sicuro di quello che faccio. Penso che in certe circostanze qualche schiaffo possa anche fare bene".
mercoledì 16 luglio 2008
Special One...
Mourinho: oltre alla sua filosofia di lavoro, esiste anche un codice di comportamento che i giocatori dovranno rispettare? "Ho un codice e ho parlato di questo con la squadra, ma la cosa più importante è sempre il buon senso. Non posso chiedere ai giocatori delle cose che non sono in grado di fare, chiedo solo quello che posso fare anch'io. Se, ad esempio, io arrivo tutti i giorni un'ora e mezza prima dell'allenamento, non posso accettare che un giocatore si presenti in ritardo. Questo come esempio assolutamente semplice. Credo che con buon senso e con comunicazione non avremo problemi. Ci possono essere delle piccole multe interne per ritardi o dimenticanze, ma credo non sia importante l'importo della multa per giocatori che guadagnato qualche milione di euro. Quello che conta e che, se l'allenamento comincia alle dieci, a quell'ora si deve cominciare: se ci sono 24 giocatori in campo è perfetto, se ce ne sono 14 lavoro solo con loro perché non aspetto nessuno".E se succede che in campo ce ne sono solo 14, gli altri che cosa fanno?
"Vanno a casa. E vanno a casa anche quando c'è la partita"
Che cosa l'ha impressionata più favorevolmente in questi primi giorni ad Appiano Gentile? "L'essenza del mio lavoro sono i giocatori, mi piace molto lavorare con il presidente, con Branca, con Oriali e con tutta la struttura del club. Sono un gestore di risorse umane e devo lavorare con tutti, ma l'essenza del mio lavoro sono i giocatori e domani alle dieci sarò un uomo molto più felice di oggi. Il mio lavoro è allenare, far giocare più che allenare. Mi piace maggiormente disputare partite con emozioni differenti, che una gara per così dire normale. Ripeto: l'essenza del mio lavoro è stare con i giocatori in campo".
Sei attaccanti in rosa sono troppi? "Meglio troppi che nessuno. Penso che tanti allenatori in questo mondo abbiano il problema di non avere tanti attaccanti di qualità. Noi ne abbiamo parecchi, sarà un problema per loro. Loro, con tutto il rispetto, sono tra virgolette 'animali' molto speciali: questo sarà un problema per qualcuno che non è la prima o la seconda scelta. È impossibile far felici tutti, solo undici scendo in campo: solo tre attaccanti, più due o tre in panchina. Credo sia importante avere un equilibrio nella rosa, il mercato è aperto sino al 31 agosto; avremo tempo per lavorare insieme e per decidere. Sono felice perché nessuno è un bidone, sono tutti giocatori di super-qualità".
Mourinho: se diciamo Quaresma e Lampard a che cosa pensa? "Penso che Lampard è un giocatore del Chelsea e Quaresma del Porto. Io non devo parlare di giocatori di altre squadre. È anche facile capire che ho lavorato con Lampard tre anni e mezzo, è stato un giocatore fantastico con il quale ho un rapporto straordinario. In un'intervista rilasciata in Portogallo qualche settimana fa ho detto che mi piace Quaresma, ma questo si può dire, in realtà devo e voglio rispettare i giocatori di altri club".
Che risposte ha avuto dai giocatori questa mattina, anche a livello di sguardi: attenzione ed euforia? "Sono arrivato prima di tutti, ho parlato poco ed ho osservato molto. Ho visto una gioia molto grande in tutti nel tornare al lavoro. Dopo abbiamo parlato 25 minuti circa e ho visto grande attenzione e concentrazione. Ho sensazioni tutte positive, abbiamo parlato con tranquillità delle mie idee tattiche e di lavoro, delle regole di allenamento e dei codici di comportamento".
Aveva detto che avrebbe voluto in rosa 21 giocatori più tre portieri, ne ha molti di più. Ha cambiato idea? "No, non è un mio problema. Partirò per il ritiro con 29 calciatori, ma con cinque infortunati, quindi avrò 24 giocatori per lavorare in ritiro. Ventuno giocatori di campo più tre portieri, quindi sono 24, il numero con il quale mi piace lavorare. Quando rientreranno gli infortunati ci sarà qualche ragazzo che ritornerà nelle Giovanili. Ho spiegato alla squadra che non sono un tecnico che dice al preparatore atletico di lavorare con un gruppo trenta minuti e poi faccio partitella 14 contro 14. Questo non è il mio lavoro: voglio sempre lavorare in maniera organizzata con un gruppo organizzato, al massimo 22 giocatori di campo".
Che rapporto ha con Roman Abramovich? Pensa che potrebbe trattenere Lampard per farle un dispetto? "Ho bisogno di un altro centrocampista, l'ho detto oggi ai giocatori perché mi piace essere onesto con loro. L'ho detto un mese fa anche a Branca e al presidente: mi piacerebbe avere un centrocampista con qualità differenti rispetto a quelli che già abbiamo. Per quanto riguarda Abramovich, non saprei che dire. Sono l'allenatore dell'Inter e tutto quello che è mercato e rapporti con altre società sono cose di competenza di Moratti, Branca e Oriali, di certo non sono cose mie. Per Lampard non ho idea di come andrà a finire. Il mercato durerà sino al 31 agosto, mi piacerebbe tanto avere un centrocampista in più. La società lo sa e vedrà che cosa fare".Si è tanto parlato di una possibile cessione di Dejan Stankovic: che cosa ne pensa? "Stankovic non è un problema, è una soluzione. È un giocatore che mi piace e quello che dico ora l'ho detto prima a lui perché altrimenti non mi permetterei di riferirlo: secondo me Stankovic all'Inter non è mai stato quello della Lazio. Per me lavorare con lui è una sfida, se è possibile cercherò di riaverlo come era negli anni della Lazio".
Che risposte ha avuto dai giocatori questa mattina, anche a livello di sguardi: attenzione ed euforia? "Sono arrivato prima di tutti, ho parlato poco ed ho osservato molto. Ho visto una gioia molto grande in tutti nel tornare al lavoro. Dopo abbiamo parlato 25 minuti circa e ho visto grande attenzione e concentrazione. Ho sensazioni tutte positive, abbiamo parlato con tranquillità delle mie idee tattiche e di lavoro, delle regole di allenamento e dei codici di comportamento".
Aveva detto che avrebbe voluto in rosa 21 giocatori più tre portieri, ne ha molti di più. Ha cambiato idea? "No, non è un mio problema. Partirò per il ritiro con 29 calciatori, ma con cinque infortunati, quindi avrò 24 giocatori per lavorare in ritiro. Ventuno giocatori di campo più tre portieri, quindi sono 24, il numero con il quale mi piace lavorare. Quando rientreranno gli infortunati ci sarà qualche ragazzo che ritornerà nelle Giovanili. Ho spiegato alla squadra che non sono un tecnico che dice al preparatore atletico di lavorare con un gruppo trenta minuti e poi faccio partitella 14 contro 14. Questo non è il mio lavoro: voglio sempre lavorare in maniera organizzata con un gruppo organizzato, al massimo 22 giocatori di campo".
Che rapporto ha con Roman Abramovich? Pensa che potrebbe trattenere Lampard per farle un dispetto? "Ho bisogno di un altro centrocampista, l'ho detto oggi ai giocatori perché mi piace essere onesto con loro. L'ho detto un mese fa anche a Branca e al presidente: mi piacerebbe avere un centrocampista con qualità differenti rispetto a quelli che già abbiamo. Per quanto riguarda Abramovich, non saprei che dire. Sono l'allenatore dell'Inter e tutto quello che è mercato e rapporti con altre società sono cose di competenza di Moratti, Branca e Oriali, di certo non sono cose mie. Per Lampard non ho idea di come andrà a finire. Il mercato durerà sino al 31 agosto, mi piacerebbe tanto avere un centrocampista in più. La società lo sa e vedrà che cosa fare".Si è tanto parlato di una possibile cessione di Dejan Stankovic: che cosa ne pensa? "Stankovic non è un problema, è una soluzione. È un giocatore che mi piace e quello che dico ora l'ho detto prima a lui perché altrimenti non mi permetterei di riferirlo: secondo me Stankovic all'Inter non è mai stato quello della Lazio. Per me lavorare con lui è una sfida, se è possibile cercherò di riaverlo come era negli anni della Lazio".
16 Luglio: raduno nerazzurro
Oggi 16 luglio si è radunata l'Inter per cominciare la stagione 2008/2009, questi i commenti dei giocatori: Zanetti: "Abbiamo nuovi stimoli e rinnovato entusiasmo. C'è voglia di partire e speriamo vada tutto bene. Dobbiamo prepararci al meglio. Mi aspetto una stagione dura e difficile con tanti impegni importanti. La società sta facendo di tutto per rinforzare la squadra in modo che resti al vertice. Il campionato sarà difficile come sempre, ma l'organico è all'altezza di tutte le competizioni". Ibra: "Sono stato molto bene in vacanza in America, ora sono tornato e ho tanta voglia di iniziare questa nuova stagione e fare bene. Ora è tutto nuovo, vediamo che cosa succederà.
Speriamo di continuare a vincere ancora tanto, magari anche la Champions League. Se riesco a stare bene posso fare meglio di un anno fa. Ora sto bene, ma devo lavorare per stare ancora e sempre meglio". Adriano:"Sono molto felice di tornare in questo gruppo dove spero di restare. So che a Mourinho piace il mio modo di giocare, questo è importante e devo lavorare tantissimo e benissimo per trovare un posto in squadra. Al San Paolo sono stato davvero bene e sono riuscito a uscire da una situazione non bellissima nella quale mi trovavo. Giocare là mi ha aiutato tanto, ma ora spero di fare benissimo con l'Inter. Darò il massimo e mi auguro di segnare tanti gol". Figo:"L'obiettivo è quello di fare sempre meglio, per questo sono felice di poter rimanere in questa società e di poter contribuire per cercare di fare meglio della passata stagione. È la prima volta che Mourinho è il mio primo allenatore, anche se l'ho conosciuto a Barcellona e allo Sporting. È sempre un piacere lavorare con un tecnico di prestigio, spero di contribuire a poter fare bene con la squadra. L'Inter ha tanti tifosi nel mondo, ora ne avrà di più anche in Portogallo. Spero di fare una stagione migliore di quella passata, voglio dare alla società e alla gente quello che l'anno scorso non ho potuto fare per problemi fisici. Spero di essere protagonista. L'Inter ha una b
ase di squadra molto forte, vogliamo sempre arrivare primi". Balotelli:"Sono meno emozionato rispetto a un anno fa, allora era la prima volta. Devo solo pensare a migliorare e non accontentarmi mai. Mourinho ha dichiarato che devo migliorare ogni giorno? Questo era già un mio obiettivo, mi fa piacere condividerlo con lui. È sicuramente un bravo allenatore, ha parlato con noi e posso dire che ha idee forti e obiettivi chiari. Io voglio segnare almeno 15 reti? Sì, sarebbe un buon traguardo, poi vedremo che cosa riuscirò a fare in campo. Il mio ruolo? Posso fare anche il terzino, l'importante per me è giocare".
mercoledì 28 maggio 2008
Addio Mancini...arriva Mourinho
Era un Mancini sorridente e sicuro quello che si recava alla residenza del presidente Moratti per discutere del futuro; è stato un Mancini scuro in volto e deluso quello che e sceso dalla residenza del presidente Moratti. Con queste parole si è subito capito che il futuro dell'allenatore non era più con i colori nerazzurri. Questo il dialogo tra i due: Comincia il Mancio: "Allora, presidente, andiamo avanti insieme?". La risposta è un montante alla mascella: "Mancini, mi spiace tanto, la devo mandare via". Mancini è già all'angolo, ma i riflessi sono pronti: "Perché deve? Deve o vuole?", risponde. Il presidente, a questo punto, è costretto a imbarazzate spiegazioni: parla di spogliatoio spaccato, di situazione precipitata, di sondaggio tra i giocatori che l'avrebbe visto uscire perdente. La responsabilità della sentenza, insomma, scaricata anche sulla squadra. L'ira di Mancini monta e il tecnico, a questo punto, non esita a girare i tacchi verso l'uscita. "Bene, allora me ne vado", sibila e al tentativo di Moratti di fermarlo, di proseguire il colloquio, il mister si arrabbia sul serio: "Non sono più un suo dipendente, me ne vado quando voglio. E comunque già a gennaio aveva deciso di mandarmi via, è da tre mesi che mi dice bugie. Io non ne ho mai dette". Il presidente interista, pur in una situazione ipertesa, tocca l'altro argomento all'ordine del giorno: la risoluzione del rapporto, la buonuscita da concordare per Mancio e per il suo staff. La proposta di Moratti è di una cifra pari a un anno e mezzo di contratto. Parole sbagliate nel momento sbagliato: "Non le faccio nemmeno un euro di sconto. Mi darà tutto quello che mi deve dare". E' la dichiarazione di guerra che precede il congedo, gelido e assai lontano dallo standard: "Lasciamoci e rimaniamo amici".
lunedì 19 maggio 2008
Maurizio Mosca paga per tutti
"In caso di vittoria di Valentino Rossi a Le Mans e di sorpasso del pilota italiano nella classifica della MotoGP ai danni di Daniel Pedrosa", questa era la scommessa di Maurizio Mosca, che in caso di vittoria del pilota pesarese avrebbe pagato la pizza a tutto lo studio; e cosi è stato. Bella notizia per il pubblico presente: 300 persone hanno infatti potuto gustare le 70 margherite ordinate in una pizzeria di Cologno Monzese : "Sono felice perché io adoro Rossi e quindi pago volentieri questa scommessa - ha dichiarato Mosca - Una scommessa che ha un precedente: nell'estate del 1997 ero sicuro che Ronaldo sarebbe andato all'Inter. Anche in quel caso avevo ragione e nel corso di un'altra trasmissione sportiva pagai la pizza per tutto lo studio".
La festa continua....
E' continuata la festa dello scudetto dell' Inter nella serata allo stadio Giueseppe Meazza con la premiazione, erano presenti tutti. Nel pomeriggio erano state molte le dichiarazioni dei giocatori giallorossi su presunti aiutini fatti ai nerazzurri durante la stagione che avrebbero come detto da De Rossi "regalato" il tricolore alla squadra di Mancini: "Complimenti all'Inter? Quest'anno mi risulta difficile". Il dopo-Catania è un pomeriggio più amaro del previsto per la Roma di Spalletti. Perché i giallorossi erano lì, a un passo da un sogno cullato per più di un'ora, poi mandato in frantumi dalla vittoria dei nerazzurri. Un successo che De Rossi fatica a digerire: "Nessuno ha mai messo in dubbio il fatto che l'Inter sia una grande squadra. L'anno scorso hanno dominato, ma quest'anno non me la sento di fare i complimenti. Sono un po' scosso, un po' 'rosicone', come si dice a Roma. Il campionato non era oggi che dovevamo vincerlo, la differenza l'hanno fatta quei due mesi in cui l'Inter faceva fatica e nonostante questo ne ha vinte 9. Poi tutti sanno com'è andata.... Possiamo fare tutto il buonismo del mondo, tanto poi rimane solo la classifica. In questi giorni ho evitato di parlare, hanno attaccato l'Inter su piani che non c'entravano niente, si buttano in mezzo cose assurde e non si vanno ad analizzare gli episodi". Nella serata subito è arrivata
la risposta del presidente Moratti che lancia una frecciatina ai giallorossi:"Capisco che quando finisce un campionato si possono avere dentro tante cose da dire, specialmente se si è fatta molta fatica e si pensa di averlo meritato, come De Rossi. Non si può essere pignoli su quello che dice un giocatore stanco, arrabbiato e dispiaciuto al termine di una partita. Quindi non c'è nessuna critica nei suoi confronti, anzi c'è comprensione"..."Allora presidente, andiamo a vincere anche la Coppa Italia?", gli ha chiesto un tifoso. "A Roma ci manderei i ragazzini... Sì, così aiutiamo un po' gli arbitri", è stata la polemica risposta del presidente dell'Inter Massimo Moratti. O la battuta, come l'ha poi definita lo stesso presidente: "La Coppa Italia sarà rispettata nella maniera più assoluta - ha chiarito - L'importante è non esagerare nel drammatizzare questa partita fra due squadre che hanno fatto un campionato bellissimo. La Roma per conto mio è stata fantastica perché ha realizzato un sacco di punti giocando bene e quindi - ha aggiunto - credo che sia bello che questa sia una partita senza rabbia".
venerdì 16 maggio 2008
Buon compleanno Presidente
Allo Zenit la Uefa
mercoledì 7 maggio 2008
Se ci sono i soldi si fa tutto
Potrebbe essere messa a rischio anche la vita, ma ormai se in palio ci sono dei soldi vale sempre la pena rischiare; questo è quello che ha fatto Cesc Fabregas. Niente effetti speciali, pura realtà: si e fatto incendiare mentre palleggiava segnando anche un gol...guardare per credere:http://www.youtube.com/watch?v=9Bf8ccQt6jU
La benedizione del Papa...
Sua Santità, Benedetto XVI, prima della benedizione ai fedeli presenti all'udienza pubblica in piazza San Pietro, ha salutato con queste parole la partecipazione di F.C. Internazionale alla cerimonia di questa mattina.Al termine della cerimonia, a nome di F.C. Internazionale, Ernesto Paolillo e Bedy Moratti hanno consegnato al Sommo Pontefice una maglia del centenario con la scritta in oro Benedetto XVI e un almanacco del centenario rivestito di bianco.Nel momento della foto, il presidente Massimo Moratti ha consegnato a Benedetto XVI una tessera d'oro con dedica personale, mentre il capitano Javier Zanetti lo ha omaggiato di una maglia nerazzurra personalizzata. Moratti:"È un giorno speciale per l'Inter. Essere qui è motivo di grande onore, un grande orgoglio, una grande emozione". Massimo Moratti, dopo aver partecipato insieme con la Società e la squadra all'udienza pubblica del Papa, sottolinea l'importanza di un incontro che ha toccato profondamente tutti i partecipanti. Ai giornalisti presenti, il presidente ha raccontato: "Al momento dei saluti, Benedetto XVI ha salutato la squadra facendo capire di seguire attentamente le vicende dello sport e del calcio, anche della nostra situazioni in campionato. È stato molto gentile e simpatico".
lunedì 5 maggio 2008
Gascoigne...ancora guai
Questa volta Paul Gascoigne ha tentato il suicidio in una camera del Millennium Hotel, nel centro di Londra.Ha chiesto una bistecca, poi c'ha ripensato: "Niente carne, portatemi solo il coltello". E' lì che è scattato l'allarme: nel giro di un quarto d'ora la polizia era in camera sua. La bottiglia sul pavimento, mozziconi di sigarette sparsi ovunque, finestre sbarrate. Gli agenti lo hanno trovato in bagno: nudo, gli occhi fuori dalle orbite. Gridava: "Ho ordinato della cocaina, voglio della cocaina". E poi ancora: "Se non posso tagliarmi le vene, allora lasciatemi in pace...".E' stato accompagnato in ospedale, ed è stata confermata la diagnosi di 8 mesi fa: "Psicosi maniaco-depressiva".
Ronaldo è pentito
Il calciatore brasiliano si è pentito, e lo fa davanti alle telecamere della trasmissione brasiliana 'Fantastico':"E' stato un atto stupido, mi vergogno profondamente". "Ho pianto molto, è stata una vergogna incredibile, una delusione". Si rammarica il Fenomeno. E cerca in qualche modo la redenzione. "Arrivando al motel ho cercato di chiudere la vicenda sul momento in modo tale da potermene tornare a casa. Mi sono pentito di quella scelta".Il Fenomeno ci tiene anche a sottolineare un fattore: "Sono completamente eterossessuale. Non mi importa sapere quello che lei (o lui, André Albertino, il travestito protagonista) dice. Il mio errore ha creato un problema molto grande, con ripercussioni mondiali". E prosegue: "Non ho avuto alcuna relazione con il travestito e non ho nemmeno consumato droga. Mi sento sempre un atleta. Quando ho raccontato la storia a Maria Beatriz mi ha maledetto all'istante. Ma poi mi ha dato il suo appoggio. E' sempre difficile perdonare"."Avevo bevuto un po' ma non tanto da non riuscire a ragionare. Ho tante debolezze e un sacco di paure. Come una persona comune". L'ultima parte dell'intervista verte sul suo futuro: "So di aver macchiato per sempre la mia vita, la mia carriera. Ma non voglio che tutto questo interferisca con il mio ruolo di ambasciatore dell'Unicef o che mi impedisca di continuare le mie sponsorizzazioni. Questa vicenda resterà un fatto isolato". Difficile immaginare i tempi di recupero sul campo, tra il fattaccio di Rio e il recupero fisico che comunque sta procedendo bene. "Spero che le porte del Flamengo restino sempre aperte per me. A fine giugno scade il mio contratto con il Milan e sarò libero di trattare il mio futuro".
Moratti polemico
Niente di compromesso, ma il patron nerazzurro, Massimo Moratti non è molto contento..Non tanto per la sconfitta, perché con un Milan in quelle condizioni poteva anche starci, ma per "l'eccessivo disimpegno"; ha commentato:"Non credo sia stato fatto di proposito ma la partita è stata impostata in modo che alla fine è venuto fuori un primo tempo eccessivamente di disimpegno. Non mi sembra che si possano dare delle colpe a Mancini, ma penso che l'impegno sia stato affrontato con molta prudenza e purtroppo in certe occasioni la fortuna premia chi ha più coraggio". Il giorno seguente alla brutta botta, aggiusta un po' il colpo e definisce la caduta di ieri: "un incidente che non mi fa certo cambiare idea". L'idea a cui si riferisce è quella su Mancini e sulla sua quarta stagione alla guida dell'Inter, ma soprattutto sul suo futuro in nerazzurro: "mi sembra che Mancini abbia detto più di una volta che rimarrà l'anno prossimo. Queste polemiche le scatenate voi giornalisti''. Delusione per i festeggiamenti rimandati? "Ieri nessuno era pronto a fare festa, eravamo tutti concentrati per giocare bene, e vincere questa partita''. Purtroppo, però, oggi è il 5 maggio e ancora una volta il presidente è costretto ad ammettere: "non è certo una data che mi porta un granché di fortuna''.
domenica 4 maggio 2008
Parla Mancini...
Mancini: durante questa stagione, leggendo quello che hanno scritto i giornali, siamo passati dall'Inter che ha vinto per merito di 'Ibra' o di qualche altro giocatore ad una squadra operaia che ha fatto bene per merito del gruppo. Non è che l'Inter è tutte queste cose messe insieme? "Sull'Inter si dicono tante cose e, nella maggior parte dei casi, si è prevenuti nei nostri confronti. Questa è l'unica certezza. Sul fatto che si possa giocare più o meno bene, a chi guarda una partita può piacere più una squadra piuttosto che un'altra. A uno spettatore esterno credo possa tranquillamente piacere maggiormente come gioca la Juventus, oppure la Roma o il Napoli. Alla fine, chi vince, probabilmente ha fatto molto bene. Poi può aver fatto bene anche chi arriva secondo, ma questo è un altro grande merito in più per chi è arrivato davanti. È una grande cosa riuscire a battere una grande squadra che è arrivata seconda e non ha mai mollato. E come quando si giudica un calciatore: a uno può piacere più Del Piero, a uno Inzaghi, a uno Ibrahimovic".Accetta il ruolo di favorito per questo derby? "Siamo favoriti perché siamo in testa alla classifica e vinciamo da tre derby consecutivi. Poi questa è una partita che sfugge a ogni pronostico, è difficile dire chi può essere favorito perché si affrontano due grandi squadre".Le è piaciuto il Milan di quest'anno? Come l'ha visto da avversario? "Credo che il Milan sia una squadra fatta da grandissimi giocatori e, allo stesso tempo, penso che una squadra non possa essere imbattibile o invincibile e quindi giocare sempre bene e vincere tutti gli anni. Questo è impossibile, anche per una squadra forte come il Milan: può capitare un anno nel quale va tutto storto e non si riesce a giocare come si vuole nonostante si abbiamo grandi campioni in rosa. Il Barcellona è un'altro esempio di questa cosa che ho appena detto: a mio parere loro sono la squadra più forte d'Europa e del mondo, eppure è due anni che non vince quasi nulla. Per vincere sempre ci vuole anche un pizzico di fortuna e questo non può capitare tutti gli anni, ci sono le stagioni nelle quali le cose non vanno come si vuole e anche i grandi giocatori non riescono ad esprimersi. Ma questo mi sembra anche abbastanza normale perché sono tutti uomini e può capitare anche questo".
Che differenza c'è tra un Milan con Inzaghi e un Milan con Pato? "Pato è un grandissimo giocatore ed è giovane, un po' come Mario. Inzaghi, in questo momento, mi sembra in grande forma non avendo giocato molto per i vari problemi. Lo dimostrano i gol che ha segnato nelle ultime gare. Quindi dovremo fare molta attenzione sia se dovesse giocare Inzaghi sia dovesse farlo Pato. Sono due giocatori diversi, ma di qualità".
Come mai la posizione di Ancelotti, che al momento ha vinto solo il mondiale per club, in vista del prossimo anno non viene messa in discussione come quella di Mancini primo in classifica? "Ma non credo che la mia si discuta. Questo è venuto fuori da quello che avevo detto dopo la gara contro il Liverpool, poi le cose sono tornate a posto. Poi chi vuol scrivere, è libero di farlo".
Che consigli ha dato a Balotelli per il suo primo derby? Anche per aiutarlo a non cadere nelle provocazioni?" È normale che prima o poi prenderà un'ammonizione visto che, da quando è in diffida, ha già giocato tre partite. Quello che è successo nelle ultime settimane gli servirà per il futuro, per capire quale dev'essere il comportamento. Ma questo fa parte anche del carattere dei giocatori, quando diventerà più grande capirà anche che in certi casi dovrà fare un po' più di attenzione".Non crede che le dichiarazioni di Ancelotti di settimana scorsa, che aveva detto che avrebbe voluto vincere il derby anche per far perdere lo scudetto all'Inter, siano state trattate in maniera molto differente da quelle di ieri di Marco Materazzi, che ha detto che gli farebbe piacere vincere per far rimanere il Milan fuori dalla Champions League? "È così. E non è una cosa solo nei confronti del Milan. Io sono democratico: ognuno può pensare e dire quello che vuole e non si offende nessuno, anche se a volte uno dice una cosa e e poi se ne trova un'altra sul giornale o in tv. Ma se lo fa uno dell'Inter, e questo vale se c'è in ballo una squadra piuttosto che un'altra, si fanno dei titoli grandi così e si avanti giorni a parlarne. Se lo fa uno altrove, le cose passano sotto tono. Per questo dico che la maggior parte degli osservatori sono prevenuti nei confronti dell'Inter".
Che reazione le provoca pensare che, vincendo il derby, entrerebbe ancora maggiormente nella storia dell'Inter a livello di numeri superando persino Helenio Herrera? "Addirittura Herrera? Non esageriamo, lui è un mito. Non ho presente questa cosa e non credo sia molto importante. Per noi conta solo vincere per conquistare lo scudetto, conta solo quello e il resto non è molto importante".
Che effetto le fa affrontare un calciatore, cioè Kakà, inserito nella classifica dei cento uomini più influenti al mondo? "Non ho visto questa classifica. Bisogna vedere la motivazione. Per l'immagine? È un bravo ragazzo, uno dei calciatori più forti al mondo e ha un'immagine sicuramente pulita. Credo sia perfetto per quello che è il suo ruolo. Sì, lui in questo periodo sta molto bene, bisognerà fare attenzione. In questa classifica non c'è neppure il Papa?Tra i primi cento poteva starci... ".
Una polizziotta tenta il suicidio
La partita Treviso-Grosseto è stata sospesa non a seguito di incidenti tra tifosi, ma per una serie di spari riecheggiati all'esterno dello stadio (dietro la curva degli ultras del Treviso). Una poliziotta ha, infatti, tentato il suicidio.LA VICENDA
Sono due le poliziotte coinvolte con la prima che ha tentato il suicidio e lotta tra la vita e la morte. La donna si sarebbe puntata l'arma alla gola: la collega avrebbe tentato di fermarla. La donna suicida, 42enne di Belluno, è in gravi condizioni, mentre per la collega (Paola Da Re trevigiana e impiegata all'ufficio passaporti) solo un grande choc e la rottura del setto nasale. Sul posto si sono recate subito due ambulanze del 118.
Ora la poliziotta si trova all'ospedale Cà Foncello.La partita, intanto, è stata definitivamente interrotta grazie ai tifosi del Treviso che hanno segnalato a gran voce all'arbitro che qualcosa di grave era successo dietro la curva. "Un nostro agente ha compiuto un gesto estremo, ma ancora dobbiamo capirne i motivi". Il Questore di Treviso, Filippo Lapi, spiega così quanto è accaduto all'esterno dello stadio Tenni di Treviso. "Devo dire che con molta responsabilità arbitro, tifosi e squadre hanno deciso che non era il caso di continuare la partita. Io sto uscendo dall'ospedale e l'ho lasciata che stava per entrare in sala operatoria. Una collega ha tentato di impedire il gesto, però è scivolata per terra e ha riportato una leggera frattura al setto nasale. Il motivo di questo gesto? Al momento non so cosa rispondere, dalle carte non ci risulta nulla, cercheremo di capire. Se la conosco? certamente, i miei agenti li conosco tutti, uno per uno".martedì 29 aprile 2008
Ronaldo che notte da "Fenomeno"
L'ex "Fenomeno", lo si poteva chiamare cosi solo ai tempi dell'Inter, si trovava in Brasile per un programma di recupero dopo l'operazione al tendine rotuleo del ginocchio.Forse stanco di questo brutto periodo, avrebbe deciso di trascorrere la notte con una prostituta, alla quale se ne sono aggiunte successivamente altre due. Giunti al motel Papillon, Ronie, accortosi della vera identità delle proprie accompagnatrici, si sarebbe rifiutato di partecipare all'orgia, innescando così una lite furibonda.Inizialmente il giocatore del Milan avrebbe offerto per chiudere li la serata 400€ a testa.Ma Andre Luis Ribeiro (conosciuto come André Albertino), avrebbe preteso 50mila reais (poco meno di 20 mila euro) minacciando di riferire tutto alla stampa.
Ronaldo si sarebbe rifiutato, e il travestito ha subito chiamato la polizia accusando l'attaccante di non aver pagato la nottata e di aver consumato droga. Mentre l'ufficio stampa di Ronie si è affrettato ad assicurare che il giocatore "non ha fatto uso di droga", la polizia di Rio ha reso noto di aver aperto due procedimenti: uno sul tentativo di estorsione subito da Ronaldo, l'altro sulla presunta aggressione dell'attaccante del Milan nei confronti dei tre travestiti. Ronaldo ha dichiarato alle autorità di aver offerto 400 euro a testa ai tre per chiudere lì la serata, mentre loro avrebbero risposto offrendogli cocaina. Dopo il rifiuto del Fenomeno, due avrebbero accettato i 400 euro, mentre Andreia Albertino avrebbe chiesto di più. La polizia brasiliana pare credere alla versione del bomber: "Non abbiamo trovato droga dentro l'albergo e questo è un altro indizio della veridicità della versione di Ronaldo, che ci ha detto: 'E' vero che un po' avevo bevuto. Ma da qui a dire che ho cercato la droga è un'assurdità'", ha dichiarato il commissario Carlos Augusto Nogueira.Questa la testimonianza di uno dei trans:"Mi ha seguito in albergo e a quel punto ho capito chi era - racconta André - gli ho chiesto come mai un giocatore famoso come lui avesse bisogna di andare con delle donne di strada come me. Lui mi ha risposto che mi aveva visto nel
locale e che gli ero subito piaciuta, a quel punto aveva portato la fidanzata a casa per poi tornare da me. Quando però gli ho detto il mio prezzo lui mi ha detto che era troppo e non voleva pagare, perché è famoso credeva di avere tutto gratis. Ma quello era il prezzo che faccio a tutti"." Questa storia può stroncarmi la carriera". Secondo un anonimo ispettore della polizia di Rio de Janeiro, Ronaldo avrebbe commentato cosi' la sua ultima disavventura.
lunedì 21 aprile 2008
Pelè attacca Maradona
Non si sono mai amati. Ma Pelè non perde alcuna occasione per riaccendere la polemica con Diego Armando Maradona. 'O Rei lo ha detto ieri in una lunghissima intervista al quotidiano brasiliano O Estado de S.Paulo, in cui celebra il cinquantenario della conquista del primo titolo mondiale da parte del Brasile...."Perchè tanti sportivi olimpionici perdono la medaglia quando sono presi ai controlli antidoping e lui no?", si è chiesto Edson Arantes do Nascimento, che ha ricordato come il suo vero nome:"Maradona è stato un ottimo giocatore, però non dribblava con la gamba destra, non colpiva di testa, quindi non era completo. A me piaceva molto il suo connazionale Alfredo Di Stefano. Era meglio di Maradona. Più completo, più rapido, e segnava più gol". Maradona, campione del mondo a Messico 1986 e vincitore di due scudetti italiani, di una Coppa Italia e di una Coppa Uefa con il Napoli, era risultato positivo per efedrina al controllo anti-doping durante i mondiali di Usa 94. Era poi stato trovato positivo anche a un controllo in Italia, nel 1991, e alla fine della sua carriera in Argentina, entrambe le volte per cocaina. "Per questo ora dovrebbero revocargli i suoi titoli", ha affermato Pelè.
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