sabato 30 agosto 2008

Sampdoria vs Inter

Josè Mourinho ha convocato 20 nerazzurri per Sampdoria-Inter, gara valida per la 1^ giornata della Serie A Tim 2008-2009 in programma domani (ore 20.30) allo stadio "Luigi Ferraris" in Marassi a Genova:

Portieri: 1 Francesco Toldo, 12 Julio Cesar, 22 Paolo Orlandoni.
Difensori: 2
Ivan Ramiro Cordoba, 4 Javier Zanetti, 6 Maxwell, 13 Maicon, 23 Marco Materazzi.
Centrocampisti: 5
Dejan Stankovic, 7 Luis Figo, 11 Luis Jimenez, 15 Olivier Dacourt, 19 Esteban Cambiasso, 20 Muntari, 33 Amantino Mancini, 36 Francesco Bolzoni.
Attaccanti: 8
Zlatan Ibrahimovic, 9 Julio Ricardo Cruz, 18 Hernan Crespo, 45 Mario Balotelli.

Supercoppa Europea allo Zenit

La squadra russa si aggiudica la supercoppa Europea battendo il Manchester per 2 a 1. Reti di Pogrebnyak allo scadere del primo tempo, raddoppio con il nuovo arrivo Danny, pagato 30 milioni, e 2 a 1 di Vidic. Nel finale viene espulso Scholes per doppia ammonizione per aver segnato di mano.

venerdì 29 agosto 2008

Champions: Inter fortunata

Sorride l'Inter, sulla carta un girone facile:

GRUPPO A
Chelsea
Roma
Bordeaux
Cluj

GRUPPO B
Inter
Werder Brema
Panathinaikos
Anorthosis

GRUPPO C
Barcellona
Sporting Lisbona
Basilea
Shakhtar Donetsk

GRUPPO D
Liverpool
Psv Eindhoven
Marsiglia
Atletico Madrid

GRUPPO E
Manchester United
Villarreal
Celtic
Aalborg

GRUPPO F
Lione
Bayern Monaco
Steaua Bucarest
Fiorentina

GRUPPO G
Arsenal
Porto
Fenerbahce
Dinamo Kiev

GRUPPO H
Real Madrid
Juventus
Zenit
Bate Borisov

lunedì 25 agosto 2008

Il primo trofeo: la Supercoppa Italia

Stupenda vittoria ieri sera a San Siro nella gara che assegnava il primo trofeo della stagione: la Supercoppa Italia tra i campioni d'Italia e i vincitori della coppa Italia. Grande Inter in particolare nel primo tempo dove mostra alla perfezione il gioco di Mourinho, e schiaccia la Roma nella sua metacampo. Vittoria meritata anche se sofferta fino alla fine, fino ai rigori dove decisivi sono stati gli errori di Totti e Juan. Il vatanggio arriva al 18' con la prima rete di Muntari dopo un numero del solito Ibra. Primo tempo che si conclude con i nerazzurri in vantaggio ed una superiorità netta dimostrata alla Roma. Nel secondo tempo i giallorossi prendono coraggio dopo il gol del pareggio di De Rossi con un tiro dalla distanza al 57'. Dieci minuti dopo entra in campo Balotelli, grande prova del giovane attaccante che impegna Doni in qualsiasi occasione; arriva anche il gol di superMario all'82', si porta avanti la palla col tacco e con un tocco sotto supera il portiere della Roma. Il pareggio arriva allo scadere con Vucinic favorito da una deviazione di Stankovic sugli sviluppi di un calcio d'angolo. Nei tempi supplementari c'è lo show di Balotelli sui calci di punizione dove impegna seriamente sempre il numero uno giallorosso. Ai calci di rigore sembra fatale l'errore di Stankovic, ma sul tiro decisivo Francesco Totti colpisce la traversa riaprendo i giochi; fatale l'errore di Juan e rigore decisivo di capitan Zanetti. Il capitano: "È un inizio alla grande - dice il capitano nerazzurro -. Volevamo cominciare vincendo e ce l'abbiamo fatta. Sono molto contento, è fantastico partire così al via di una nuova stagione: è bellissimo e giusto per un'Inter che ha giocato molto bene". Il penalty decisivo l'ha tirato proprio lui, Javier Zanetti, e la rivelazione che esce fuori, nella notte di festa, amplifica l'orgoglio: "Mi fa piacere aver segnato il rigore decisivo, pesava tantissimo. È la prima volta che calcio un rigore, forse non tutti lo sanno. Per fortuna è andato dentro e ci ha fatto vincere la Supercoppa, la terza nelle ultime stagioni. Va dato merito alla Roma di non aver mai mollato, di aver contribuito allo spettacolo generale della partita, ma noi siamo una squadra che è sempre rimasta compatta, non abbiamo mai perso il filo dell'incontro, neppure nei brevi periodo di difficoltà. Al di là della stanchezza, inevitabile in questa fase della stagione, siamo sempre riusciti a fare bene. E, alla fine, abbiamo festeggiato con grande merito. E festeggiare davanti al nostro pubblico è sempre bello: grazie anche ai tifosi, che ancora una volta hanno vinto insieme con tutti noi". Mourinho:"Questa sera come appassionato di calcio ho apprezzato ogni cosa, la prestazione dell'Inter, quella della Roma e anche quella della terna arbitrale. Non sembrava una partita di calcio d'agosto. Le squadre si sono date battaglia per oltre due ore giocando con ritmo e intensità. Siamo riusciti a mettere in pratica, almeno per un'ora di gioco, quanto preparato in settimana: pressing alto sulla fonte del loro gioco. Mi è piaciuta molto anche la reazione finale della squadra che ha portato al gol di Balotelli. L'unica cosa fuori contesto è stata la loro seconda rete. La squadra ha dimostrato di essere psicologicamente molto forte e tatticamente compatta. Questo è un grande gruppo, un gruppo eccezionale", spiega José Mourinho soddisfatto al termine della sua prima vittoria italiana. Un successo che, con grande onestà intellettuale, il tecnico portoghese vuole in parte condividere anche con Roberto Mancini: "Se ho potuto vincere questa Supercoppa, è perchè un allenatore prima di me ha vinto lo scudetto con l'Inter. Per questo motivo credo e sia giusto, in questa occasione, dedicare un pensiero a Roberto. È capitato anche a me, in passato, di essere nella sua situazione di oggi: ho vinto la Champions con il Porto e poi, grazie a questo successo, quando io ero già al Chelsea, il Porto ha potuto giocare la Supercoppa europea e la Coppa Intercontinentale. Nessuno, allora, si è ricordato di me. Io, invece, voglio ricordare Roberto che, all'Inter, ha fatto un ottimo lavoro e ha vinto tanto".

venerdì 15 agosto 2008

Balotelli é Italiano

Consegnata la cittadinanza italiana a Mario Balotelli nel giorno del suo 18esimo compleanno

Che gran pre-campionato!

E' stata un'estate perfetta, o quasi, se non fosse per tutti gli infortuni, la maggior parte dei quali in difesa con Corboda, Materazzi, Samuel, Chivu indisponibili, e con Cambaisso sempre costretto a fare il difensore. Proprio la difesa è stata il punto forte dell'Inter di Mourinho, con un solo gol subito in queste amichevoli estive. L'ultima disputata questa sera contro il Benfica nella Eusebio Cup, vittoria 5 a 4 ai rigori con i tempi regolamentari terminati sullo 0 a 0. Conquistato anche il trofeo di Amsterdam contro Ajax (vittoria per 1 a 0 con la rete di Adriano, fuori adesso per almeno 40 giorni) e Siviglia(pareggio). Vittoria anche sul Bayern 1 a 0 con la rete di Mancini.Unica pecca il terzo posto nel trofeo Tim con Milan e Juve disputato all'inizio della preparazione. Prossimo obiettivo la Supercoppa Italia contro la Roma.

mercoledì 6 agosto 2008

Bella Inter..il Bayern cade

Amichevole estiva si...però ottima prestazione dei nerazzurri che hanno battuto i campioni di Germania,avanti con la preparazione e pronti per la nuova stagione, con una difesa inventata ( Cambiasso centrale).1 a 0 al Bayern con la rete di Mancini, aggiudicandosi il trofeo Pirelli e la 'Franz Beckenbauer Cup'. Intanto continua la sfida a parole tra Mourinho e Ranieri:"Per noi è stato un buon allenamento. Abbiamo giocato contro un grande squadra che tra pochi giorni esordirà in Bundesliga e che ovviamente è più avanti di noi nella preparazione, una formazione molto ben organizzata. Cambiasso si è adattato molto bene a giocare come centrale in difesa. Anche Burdisso sta giocando molto bene. La squadra mi è parsa ben equilibrata in campo. Il secondo tempo abbiamo giocato meglio gestendo maggiormente il possesso palla. Gli ultimi 15 minuti sono stati importanti per mantenere il vantaggio. Durante la stagione capiterà spesso di dover gestire il risultato nei minuti finali. Toldo ha fatto tre parate molto determinanti. Quello che mi è piaciuto di più è stata l'evoluzione della squadra. Partita dopo partita giochiamo sempre meglio. Mi è piaciuto anche lo spirito di gruppo della squadra. C'è stata una notevole empatia fra tutti noi. Evidentemente dobbiamo analizzare qualche aspetto tattico del gioco, ma questo fa parte dell'evoluzione della squadra. Abbiamo quattro amichevoli pericolose contro: Bayern, Siviglia, Ajax e Benfica. Le abbiamo scelte perché volevamo gare impegnative, non partite da vincere quattro o cinque a zero - Mourinho chiude elegantemente la polemica con il tecnico juventino Claudio Ranieri - La storia è semplice, Ranieri ha parlato una volta ed è stato felice, poi ha parlato una seconda volta ed è stato felice, dopo ha parlato una terza volta, ed è stato ancora più felice. Io ho parlato una volta sola e lui si è un po' arrabbiato. Se vogliamo finire qui per me va benissimo. Tre a uno per lui, ma il mio gol è stato bellissimo. Perdere tre a uno non piace a nessuno ma va bene così, accetto la sconfitta. Comunque nel preliminare di Champions League io tiferò per la Juventus e per Ranieri". Mancini:"Meglio di così non poteva andare, ma voglio fare i complimenti alla squadra, abbiamo giocato bene, abbiamo scalato altri due scalini, passi importanti verso la Supercoppa. Mourinho mi chiede sempre la profondità e credo di averlo accontentato con il gol. Abbiamo vinto contro una grande squadra, più brillante di noi, ma è venuta fuori la forza del gruppo. Il mio inserimento va bene, sto cercando di fare sempre quello che mi chiede il tecnico".

lunedì 4 agosto 2008

Bravo Mou così si fa...

"Ha quasi 70 anni, ha vinto solo due coppette. E' tardi ormai per fargli cambiare mentalità". Josè Mourinho risponde piccato a Claudio Ranieri (che per la cronaca compie 57 anni a ottobre) che dopo la sconfitta pesante di Londra contro l'Amburgo aveva detto: "Non sono come Mourinho, non debbo vincere per essere sicuro di quello che faccio. Penso che in certe circostanze qualche schiaffo possa anche fare bene".

lunedì 28 luglio 2008

Il secondo colpo: Muntari

Acquistato a titolo definitivo dal Portsmouth, Ali Sulley Muntari. Il centrocampista, nato a Konongo in Ghana il 27 agosto 1984, ha firmato un contratto quadriennale.Muntari: dopo una anno di Premiership torna in Italia entrando dalla porta principale. Che sensazioni prova? "Prima di tutto vorrei ringraziare l'Inter che mi ha dato fiducia acquistandomi e permettendomi di tornare in Italia. Sono molto contento di lavorare per questa società".
Conosceva già Josè Mourinho visto che vi siete affrontati in Inghilterra? "Sì, ho affrontato una volta una sua squadra e ho visto come giocava. Ho perso 1-0 e il Chelsea giocava molto bene, quindi sono contento di essere qui a lavorare per lui".
Quanto l'ha maturata la stagione trascorsa in Premiership?
"Tanto. Lì si gioca un calcio differente da quello italiano. Sono maturato come calciatore e come uomo". Questo significa che ha promesso a Mourinho di prendere qualche ammonizione in meno? "Quando ero a Udine ero molto giovane e non ero ancora esperto, per questo motivo ho preso qualche cartellino di troppo. Ma non sono uno stupido e ora sono cresciuto e maturato. Ora so come gestire le situazioni in campo. Il tecnico non avrà nessun problema".
Sembra molto felice di essere arrivato all'Inter, era un suo sogno che si è realizzato? "Sì, era un mio sogno giocare in una grande squadra. Quando è arrivata l'Inter non ci ho pensato neppure un secondo. Desideravo indossare questa maglia, la maglia di un grande club. Voglio aiutare questo gruppo a centrare gli obiettivi che sono alla sua portata".In quale posizione del centrocampo preferisce giocare? "Sono un centrocampista, decide il tecnico dove utilizzarmi. Sono pronto a fare di tutto per aiutare la squadra. In ogni caso l'allenatore mi ha visto giocare e il mio ruolo dipenderà da lui. Ci sono tanti bravi centrocampisti all'Inter, sono qui per fare ciò che mi chiede il tecnico e per dare il mio contributo".
Come si aspetta l'impatto con una grande squadra nella quale è possibile che non venga sempre utilizzato? "Come ho detto prima, so che l'Inter è una grande squadra e il mio sogno era arrivare in un club di questo genere. Non pretendo di giocare sempre perchè so che in rosa ci sono altri grandi centrocampisti".
Pensa già al giorno nel quale affronterà l'Udinese, sua ex squadra in Italia? "Sono molto contento di aver giocato a Udine, mi hanno aiutato molto sia la società che la gente friulana. Adesso sono un giocatore dell'Inter e questa squadra è già nel mio cuore, qualunque squadra affronterò desidero giocare e vincere per l'Inter. Non posso guardare le squadre nelle quali ho giocato e nelle quali possiedo amici e fratelli".
Quanto siete simili lei ed Essien? "Siamo amici, quasi fratelli, abbiamo entrambi il colore della pelle uguale. Lui è un giocatore forte e ha lavorato tanto con Mourinho, io ho le mie caratteristiche e il tecnico le conosce. Sono contento di essere qui e di poter lavorare con lui. Io ed Essien abbiamo caratteristiche diverse. Lui ha un buon destro? Io ho il sinistro... Essien è molto forte e non posso certo dire di essere migliore. Sarà il campo a dire quanto potrò essere importante per l'Inter. Penso solo ad aiutare la mia squadra, non a essere più o meno bravo di altri giocatori".
Quale squadra metterà più in difficoltà l'Inter nella prossima stagione? "Nessuna. In Italia sono tutti bravi, noi abbiamo la nostra squadra e sono in tanti ad aver paura dell'Inter. Io non temo altre squadre. Sono qui per vincere".

Bouma...che infortunio!!

Infortunio choc per Bouma. Il difensore dell'Aston Villa, è stato protagonista, suo malgrado, di un incidente da brividi nella gara di Intertoto contro l'Odense. La diagnosi parla di distorsione della caviglia destra ed è meno grave del previsto.

La nuova serie A

PRIMA GIORNATA (andata 31/8 - ritorno 25/1)
Atalanta-Siena
Cagliari-Lazio
Catania-Genoa
Chievo-Reggina
Fiorentina-Juventus
Milan-Bologna
Roma-Napoli
Sampdoria-Inter
Torino-Lecce
Udinese-Palermo
SECONDA GIORNATA (14/9 - 28/1)
Bologna-Atalanta
Genoa-Milan
Inter-Catania
Juventus-Udinese
Lazio-Sampdoria
Lecce-Chievo
Napoli-Fiorentina
Palermo-Roma
Reggina-Torino
Siena-Cagliari
TERZA GIORNATA (21/9 - 1/2)
Cagliari-Juventus
Catania-Atalanta
Fiorentina-Bologna
Lecce-Siena
Milan-Lazio
Palermo-Genoa
Roma-Reggina
Sampdoria-Chievo
Torino-Inter
Udinese-Napoli
QUARTA GIORNATA (24/9 - 8/2)
Atalanta-Cagliari
Bologna-Udinese
Chievo-Torino
Genoa-Roma
Inter-Lecce
Juventus-Catania
Lazio-Fiorentina
Napoli-Palermo
Reggina-Milan
Siena-Sampdoria
QUINTA GIORNATA (28/9 - 15/2)
Bologna-Napoli
Catania-Chievo
Fiorentina-Genoa
Lecce-Cagliari
Milan-Inter
Palermo-Reggina
Roma-Atalanta
Sampdoria-Juventus
Torino-Lazio
Udinese-Siena
SESTA GIORNATA (5/10 - 22/2)
Atalanta-Sampdoria
Cagliari-Milan
Chievo-Fiorentina
Genoa-Napoli
Inter-Bologna
Juventus-Palermo
Lazio-Lecce
Reggina-Catania
Siena-Roma
Udinese-Torino
SETTIMA GIORNATA (19/10 - 1/3)
Bologna-Lazio
Catania-Palermo
Chievo-Atalanta
Fiorentina-Reggina
Genoa-Siena
Lecce-Udinese
Milan-Sampdoria
Napoli-Juventus
Roma-Inter
Torino-Cagliari
OTTAVA GIORNATA (26/10 - 8/3)
Atalanta-Milan
Cagliari-Chievo
Inter-Genoa
Juventus-Torino
Lazio-Napoli
Palermo-Fiorentina
Reggina-Lecce
Sampdoria-Bologna
Siena-Catania
Udinese-Roma
NONA GIORNATA (29/10 - 15/3)
Bologna-Juventus
Catania-Udinese
Chievo-Lazio
Fiorentina-Inter
Genoa-Cagliari
Lecce-Palermo
Milan-Siena
Napoli-Reggina
Roma-Sampdoria
Torino-Atalanta
DECIMA GIORNATA (2/11 - 22/3)
Atalanta-Lecce
Cagliari-Bologna
Juventus-Roma
Lazio-Catania
Milan-Napoli
Palermo-Chievo
Reggina-Inter
Sampdoria-Torino
Siena-Fiorentina
Udinese-Genoa
UNDICESIMA GIORNATA (9/11 - 5/4)
Bologna-Roma
Catania-Cagliari
Chievo-Juventus
Fiorentina-Atalanta
Genoa-Reggina
Inter-Udinese
Lazio-Siena
Lecce-Milan
Napoli-Sampdoria
Torino-Palermo
DODICESIMA GIORNATA (16/11 - 11/4)
Atalanta-Napoli
Cagliari-Fiorentina
Catania-Torino
Juventus-Genoa
Milan-Chievo
Palermo-Inter
Roma-Lazio
Sampdoria-Lecce
Siena-Bologna
Udinese-Reggina
TREDICESIMA GIORNATA (23/11 - 19/4)
Bologna-Palermo
Chievo-Siena
Fiorentina-Udinese
Inter-Juventus
Lazio-Genoa
Lecce-Roma
Napoli-Cagliari
Reggina-Atalanta
Sampdoria-Catania
Torino-Milan
QUATTORDICESIMA GIORNATA (30/11 - 26/4)
Atalanta-Lazio
Cagliari-Sampdoria
Catania-Lecce
Genoa-Bologna
Inter-Napoli
Juventus-Reggina
Palermo-Milan
Roma-Fiorentina
Siena-Torino
Udinese-Chievo
QUINDICESIMA GIORNATA (7/12 - 3/5)
Atalanta-Udinese
Cagliari-Palermo
Chievo-Roma
Lazio-Inter
Lecce-Juventus
Milan-Catania
Napoli-Siena
Reggina-Bologna
Sampdoria-Genoa
Torino-Fiorentina
SEDICESIMA GIORNATA (14/12 - 10/5)
Bologna-Torino
Fiorentina-Catania
Genoa-Atalanta
Inter-Chievo
Juventus-Milan
Napoli-Lecce
Palermo-Siena
Reggina-Sampdoria
Roma-Cagliari
Udinese-Lazio
DICIASSETTESIMA GIORNATA (21/12 - 17/5)
Atalanta-Juventus
Cagliari-Reggina
Catania-Roma
Chievo-Genoa
Lazio-Palermo
Lecce-Bologna
Milan-Udinese
Sampdoria-Fiorentina
Siena-Inter
Torino-Napoli
DICIOTTESIMA GIORNATA (11/1/09 - 24/5)
Bologna-Chievo
Fiorentina-Lecce
Genoa-Torino
Inter-Cagliari
Juventus-Siena
Napoli-Catania
Palermo-Atalanta
Reggina-Lazio
Roma-Milan
Udinese-Sampdoria
DICIANNOVESIMA GIORNATA (18/1 - 31/5)
Atalanta-Inter
Cagliari-Udinese
Catania-Bologna
Chievo-Napoli
Lazio-Juventus
Lecce-Genoa
Milan-Fiorentina
Sampdoria-Palermo
Siena-Reggina
Torino-Roma

mercoledì 16 luglio 2008

Special One...

Mourinho: oltre alla sua filosofia di lavoro, esiste anche un codice di comportamento che i giocatori dovranno rispettare? "Ho un codice e ho parlato di questo con la squadra, ma la cosa più importante è sempre il buon senso. Non posso chiedere ai giocatori delle cose che non sono in grado di fare, chiedo solo quello che posso fare anch'io. Se, ad esempio, io arrivo tutti i giorni un'ora e mezza prima dell'allenamento, non posso accettare che un giocatore si presenti in ritardo. Questo come esempio assolutamente semplice. Credo che con buon senso e con comunicazione non avremo problemi. Ci possono essere delle piccole multe interne per ritardi o dimenticanze, ma credo non sia importante l'importo della multa per giocatori che guadagnato qualche milione di euro. Quello che conta e che, se l'allenamento comincia alle dieci, a quell'ora si deve cominciare: se ci sono 24 giocatori in campo è perfetto, se ce ne sono 14 lavoro solo con loro perché non aspetto nessuno".
E se succede che in campo ce ne sono solo 14, gli altri che cosa fanno?
"Vanno a casa. E vanno a casa anche quando c'è la partita"
Che cosa l'ha impressionata più favorevolmente in questi primi giorni ad Appiano Gentile? "L'essenza del mio lavoro sono i giocatori, mi piace molto lavorare con il presidente, con Branca, con Oriali e con tutta la struttura del club. Sono un gestore di risorse umane e devo lavorare con tutti, ma l'essenza del mio lavoro sono i giocatori e domani alle dieci sarò un uomo molto più felice di oggi. Il mio lavoro è allenare, far giocare più che allenare. Mi piace maggiormente disputare partite con emozioni differenti, che una gara per così dire normale. Ripeto: l'essenza del mio lavoro è stare con i giocatori in campo".
Sei attaccanti in rosa sono troppi? "Meglio troppi che nessuno. Penso che tanti allenatori in questo mondo abbiano il problema di non avere tanti attaccanti di qualità. Noi ne abbiamo parecchi, sarà un problema per loro. Loro, con tutto il rispetto, sono tra virgolette 'animali' molto speciali: questo sarà un problema per qualcuno che non è la prima o la seconda scelta. È impossibile far felici tutti, solo undici scendo in campo: solo tre attaccanti, più due o tre in panchina. Credo sia importante avere un equilibrio nella rosa, il mercato è aperto sino al 31 agosto; avremo tempo per lavorare insieme e per decidere. Sono felice perché nessuno è un bidone, sono tutti giocatori di super-qualità".

Mourinho: se diciamo Quaresma e Lampard a che cosa pensa? "Penso che Lampard è un giocatore del Chelsea e Quaresma del Porto. Io non devo parlare di giocatori di altre squadre. È anche facile capire che ho lavorato con Lampard tre anni e mezzo, è stato un giocatore fantastico con il quale ho un rapporto straordinario. In un'intervista rilasciata in Portogallo qualche settimana fa ho detto che mi piace Quaresma, ma questo si può dire, in realtà devo e voglio rispettare i giocatori di altri club".
Che risposte ha avuto dai giocatori questa mattina, anche a livello di sguardi: attenzione ed euforia? "Sono arrivato prima di tutti, ho parlato poco ed ho osservato molto. Ho visto una gioia molto grande in tutti nel tornare al lavoro. Dopo abbiamo parlato 25 minuti circa e ho visto grande attenzione e concentrazione. Ho sensazioni tutte positive, abbiamo parlato con tranquillità delle mie idee tattiche e di lavoro, delle regole di allenamento e dei codici di comportamento".
Aveva detto che avrebbe voluto in rosa 21 giocatori più tre portieri, ne ha molti di più. Ha cambiato idea? "No, non è un mio problema. Partirò per il ritiro con 29 calciatori, ma con cinque infortunati, quindi avrò 24 giocatori per lavorare in ritiro. Ventuno giocatori di campo più tre portieri, quindi sono 24, il numero con il quale mi piace lavorare. Quando rientreranno gli infortunati ci sarà qualche ragazzo che ritornerà nelle Giovanili. Ho spiegato alla squadra che non sono un tecnico che dice al preparatore atletico di lavorare con un gruppo trenta minuti e poi faccio partitella 14 contro 14. Questo non è il mio lavoro: voglio sempre lavorare in maniera organizzata con un gruppo organizzato, al massimo 22 giocatori di campo".
Che rapporto ha con Roman Abramovich? Pensa che potrebbe trattenere Lampard per farle un dispetto? "Ho bisogno di un altro centrocampista, l'ho detto oggi ai giocatori perché mi piace essere onesto con loro. L'ho detto un mese fa anche a Branca e al presidente: mi piacerebbe avere un centrocampista con qualità differenti rispetto a quelli che già abbiamo. Per quanto riguarda Abramovich, non saprei che dire. Sono l'allenatore dell'Inter e tutto quello che è mercato e rapporti con altre società sono cose di competenza di Moratti, Branca e Oriali, di certo non sono cose mie. Per Lampard non ho idea di come andrà a finire. Il mercato durerà sino al 31 agosto, mi piacerebbe tanto avere un centrocampista in più. La società lo sa e vedrà che cosa fare".Si è tanto parlato di una possibile cessione di Dejan Stankovic: che cosa ne pensa? "Stankovic non è un problema, è una soluzione. È un giocatore che mi piace e quello che dico ora l'ho detto prima a lui perché altrimenti non mi permetterei di riferirlo: secondo me Stankovic all'Inter non è mai stato quello della Lazio. Per me lavorare con lui è una sfida, se è possibile cercherò di riaverlo come era negli anni della Lazio".

16 Luglio: raduno nerazzurro

Oggi 16 luglio si è radunata l'Inter per cominciare la stagione 2008/2009, questi i commenti dei giocatori: Zanetti: "Abbiamo nuovi stimoli e rinnovato entusiasmo. C'è voglia di partire e speriamo vada tutto bene. Dobbiamo prepararci al meglio. Mi aspetto una stagione dura e difficile con tanti impegni importanti. La società sta facendo di tutto per rinforzare la squadra in modo che resti al vertice. Il campionato sarà difficile come sempre, ma l'organico è all'altezza di tutte le competizioni". Ibra: "Sono stato molto bene in vacanza in America, ora sono tornato e ho tanta voglia di iniziare questa nuova stagione e fare bene. Ora è tutto nuovo, vediamo che cosa succederà. Speriamo di continuare a vincere ancora tanto, magari anche la Champions League. Se riesco a stare bene posso fare meglio di un anno fa. Ora sto bene, ma devo lavorare per stare ancora e sempre meglio". Adriano:"Sono molto felice di tornare in questo gruppo dove spero di restare. So che a Mourinho piace il mio modo di giocare, questo è importante e devo lavorare tantissimo e benissimo per trovare un posto in squadra. Al San Paolo sono stato davvero bene e sono riuscito a uscire da una situazione non bellissima nella quale mi trovavo. Giocare là mi ha aiutato tanto, ma ora spero di fare benissimo con l'Inter. Darò il massimo e mi auguro di segnare tanti gol". Figo:"L'obiettivo è quello di fare sempre meglio, per questo sono felice di poter rimanere in questa società e di poter contribuire per cercare di fare meglio della passata stagione. È la prima volta che Mourinho è il mio primo allenatore, anche se l'ho conosciuto a Barcellona e allo Sporting. È sempre un piacere lavorare con un tecnico di prestigio, spero di contribuire a poter fare bene con la squadra. L'Inter ha tanti tifosi nel mondo, ora ne avrà di più anche in Portogallo. Spero di fare una stagione migliore di quella passata, voglio dare alla società e alla gente quello che l'anno scorso non ho potuto fare per problemi fisici. Spero di essere protagonista. L'Inter ha una base di squadra molto forte, vogliamo sempre arrivare primi". Balotelli:"Sono meno emozionato rispetto a un anno fa, allora era la prima volta. Devo solo pensare a migliorare e non accontentarmi mai. Mourinho ha dichiarato che devo migliorare ogni giorno? Questo era già un mio obiettivo, mi fa piacere condividerlo con lui. È sicuramente un bravo allenatore, ha parlato con noi e posso dire che ha idee forti e obiettivi chiari. Io voglio segnare almeno 15 reti? Sì, sarebbe un buon traguardo, poi vedremo che cosa riuscirò a fare in campo. Il mio ruolo? Posso fare anche il terzino, l'importante per me è giocare".

martedì 15 luglio 2008

Finalmente il primo colpo: Mancini

Amantino Mancini è il primo colpo della nuova Inter di Mourinho. L'esterno, è stato pagato 13 milioni di euro. Il brasiliano, nato a Belo Horizonte in Brasile il 1 agosto 1980, è stato acquistato a titolo definitivo dall'U.S. Roma e questa mattina, con reciproca soddisfazione, ha firmato un contratto che lo legherà al club nerazzurro sino al 30 giugno 2012:
Amantino Mancini: è il primo acquisto dell'Inter di Mourinho, che sensazioni prova? "Le impressioni sono state sicuramente positive, ho conosciuto il tecnico ora e mi sembra molto simpatico e tranquillo. Speriamo insieme di poter fare un lavoro importante all'Inter, che ci consenta di poter vincere qualche trofeo molto importante".
Arriva dalla Roma e ha sempre visto l'Inter dall'esterno: i nerazzurri sono davvero così forti? "Negli ultimi anni l'Inter ha dimostrato di essere una squadra forte. Ha vinto due scudetti consecutivi ed è normale che metta un po' paura a tutti. Ci sono giocatori di grande qualità ed è arrivato anche un grande tecnico che conosce bene il calcio e che darà il suo contributo per fare in modo che la squadra sia ancora più forte".
Ci può dire come e quando si è guastato il rapporto con la Roma? "Se devo dire la verità non mi occupo di queste cose. C'è il mio procuratore che pensa a queste vicende. Posso dire che mi ha fatto molto piacere quando l'Inter mi ha cercato e mi ha voluto, si tratta di una grandissima società con una grandissima squadra vincente. Tutte le altre domande dovete farle al mio procuratore".
Quando è arrivato in Italia al Venezia è stato schierato laterale in difesa, alla Roma ha fatto benissimo da esterno offensivo e da attaccante. Ci spiega come mai? "Tutto quello che è successo al Venezia per me è stato molto positivo, ho imparato tante cose giocando in serie B che è un campionato diverso e difficile. Non ho nulla da rimpiangere di Venezia, per me è stata un'esperienza molto importante al mio arrivo dal Brasile.Faceva solo un po' freddo: arrivavo dai 40 gradi ai meno sei, però sono stato bene lo stesso. Il ruolo nel quale ho giocato è stata una scelta del tecnico che ho sempre rispettato, ho sempre fatto il mio dovere. Nella vita devi imparare a crescere come uomo e come atleta".
Nell'Inter di Mourinho pare che ci sarà molto gioco sulle fasce e Amantino Mancini è uno dei giocatori scelti per fare questo tipo di lavoro. È una responsabilità in più? "Sì, mia e dei miei compagni. Però il fatto che al tecnico piaccia sfruttare le fasce è una cosa a me favorevole perché a me piace giocare sulle corsie esterne. Ma faccio anche altre cose e, in assoluto, voglio sempre dare il contributo all'Inter".
All'Inter troverà alcuni suoi connazionali come Adriano, Julio Cesar, Maicon e Maxwell: sono i brasiliani a diventare sempre più italiani o viceversa? "Un po' tutte e due le cose. In questi ultimi anni in Italia sono arrivati tanti brasiliani e a me fa piacere trovare all'Inter altri miei connazionali. Ma la rosa nerazzurra è composta da giocatori bravi e da tanti altri sudamericani, sarà sicuramente facile ambientarsi anche perché sono da cinque anni in Italia".Alla Roma ha vinto una Supercoppa e due Tim Cup, che cosa sogna di vincere con l'Inter? "Per prima cosa desidero fare un buon lavoro, poi è chiaro che mi auguro di vincere qualcosa di importante. Mi piacerebbe che l'Inter vincesse ancora lo scudetto e poi avremo la Champions League e non sarebbe male vincerla. Lavoreremo per i nostri obiettivi e per fare bene".
Che cosa prova ad essere allenato da un grande tecnico come Mourinho e a giocare insieme a un grande campione come Luis Figo? "Mi fa molto piacere avere la possibilità di poter lavorare con un grande tecnico come Mourinho, sono molto contento di giocare in una squadra come l'Inter dove avrò parecchie responsabilità. Speriamo di riuscire a fare bene. Per quanto riguarda Figo, lui è un grande giocatore che ha militato in grandi squadre come Real Madris e Barcellona, mi fa molto piacere essere suo compagno".
All'Inter troverà Adriano... "Lui è con noi, è un giocatore importante che ha avuto problemi in passato che ha superato. In Brasile ha fatto molto bene ed è stato capo cannoniere del San Paolo in campionato, è un giocatore di grande qualità. Sarà sicuramente molto importante per la nostra squadra".
Come mai negli ultimi mesi alla Roma è sembrato un po' in difficoltà? "A metà anno, contro il Real Madrid, ho subito un infortunio al collo del piede e sono dovuto rimanere fermo una ventina di giorni. Ho perso un po' il ritmo di gioco perché non ho potuto allenarmi per quel periodo. In ogni caso sono riuscito a fare comunque 13 gol nonostante la stagione sia andata così così. A Roma, comunque, sono stato benissimo, vorrei cogliere l'occasioni per ringraziare la società, i tifosi e tutti romani. Sono stato benissimo in cinque anni per me importanti nei quali ho dato il mio contributo. Anche in questa faccenda del mio trasferimento all'Inter entrambe le società sono state molto intelligenti a concludere questa vicenda con molta serenità e professionalità".
La prima partita ufficiale sarà proprio contro la Roma in Supercoppa Tim... "Sarà una bella partita e importante. Speriamo di fare bene e vincere, vogliamo la Supercoppa a Milano".
L'Inter è la squadra alla quale ha segnato più gol... "Quando ero alla Roma, l'Inter mi portava bene. Ora speriamo che mi porti ancora meglio".
Mourinho parla della Champions League come della competizione dei dettagli, secondo lei quali saranno i più importanti per conquistarla? "Giochiamo tutte competizioni importanti, punteremo su tutte. È chiaro che vincere la Champions League sarebbe il massimo perché è una competizione importante, sarà importante fare il nostro lavoro e poi le cose verranno automaticamente".
C'è stato un momento nel quale ha avuto paura di non arrivare più a Milano? "Delle trattative dovete parlare con il mio procuratore".
La passata stagione da Roma si parlava spesso dei presunti aiutini arbitrali all'Inter... "Ora sono dell'Inter e Roma è passata. Penso solo alla stagione che sta per cominciare".

lunedì 30 giugno 2008

Albo d'oro

1960 URSS
1964 Spagna
1968 Italia
1972 Germania Ovest
1976 Cecoslovacchia
1980 Germania Ovest
1984 Francia
1988 Ovest Olanda
1992 Danimarca
1996 Germania
2000 Francia
2004 Grecia
2008 Spagna

La Spagna è campione d'Europa

Adesso abbiamo un rammarico in meno, siamo stati eliminati dalla squadra che è diventata campione d'Europa, la Spagna, grandi campioni, un grande gioco, ha sempre deluso le aspettative , ma questa volta no...è stata la squadra più costante del torneo ed ha meritato di vincerlo per la sua seconda volta nella storia, battendo la Germania.Quarantaquattro anni dopo il successo al Santiago Bernabeu contro l'Urss, la Spagna torna sul tetto d'Europa. Luis Suarez l'eroe di allora, Fernando Torres quello di oggi. E' bastato un gol del Ninho a stendere i tedesci alla mezz'ora del primo tempo. Aragones:"Abbiamo lavorato bene e abbiamo vinto. Sono molto contento per i giocatori, per me, per tutta la Spagna, per tutti". Lascerà da vincente, il Fenerbahce lo aspetta: "Quante possibilità ci sono che io rimanga? Nessuna". "Questo trionfo e' dei giocatori- dice Aragones- perché' hanno avuto tutti fede. Per questo hanno fatto il torneo che hanno fatto. Abbiamo una squadra straordinaria. Su questo non ci sono dubbi. Quando giochiamo, non ci sono squadre che possano resistere". La grandissima festa che Madrid ha preparato alla "Roja" potrebbe forse sciogliere il cuore duro del vecchio saggio, convincerlo a guidare la sua orchestra fino al mondiale sudafricano: "Accompagnerò semplicemente i ragazzi ai festeggiamenti. Ma non ci sono possibilità che cambi idea". Torres: E' stato un gol importante nella mia carriera ma non sarà l'ultimo ora sono pronto per il Mondiale. - ha dichiarato l'uomo partita - Siamo ambiziosi, siamo campioni d'Europa e ora puntiamo al Mondiale. Per la Spagna questo è un momento storico dopo aver disputato un grande torneo".Xavi Hernandez, centrocampista della Spagna, è stato eletto miglior giocatore di Euro 2008 dalla commissione tecnica della Uefa. Il 28enne centrocampista del Barcellona ha giocato 5 partite nel torneo continentale vinto dalla selezione iberica. Xavi ha realizzato un gol nella semifinale che la Spagna si è aggiudicata 3-0 contro la Russia e ha servito a Torres l'assist per il gol decisivo della finale contro la Germania.

martedì 24 giugno 2008

Chivu finalmente operato

È perfettamente riuscito l'intervento chirurgico al quale oggi, nel pomeriggio, è stato sottoposto Cristian Chivu presso la clinica ortopedica della Fondazione Irccs Policlinico 'San Matteo' di Pavia.
L'intervento, effettuato dal direttore della clinica ortopedica, professor Francesco Benazzo, con l'assistenza di tutto il suo staff e del professor Franco Combi, responsabile dell'area medica di F.C. Internazionale, è durato circa 2 ore. Tecnicamente, il difensore nerazzurro è stato sottoposto a intervento di plastica ricostruttiva della spalla sinistra per risolvere le lussazioni recidivanti delle quali ha sofferto durante il corso della stagione.E' stato proprio José Mourinho a chiedere al 28enne difensore di Resita di andare subito sotto i ferri.

Addio Europeo

E' terminata l'avventura degli azzurri agli Europei...una sconfitta ai rigori contro una Spagna nettamente superiore che avrebbe meritato di vincere nei 90 minuti. Brutta Italia senza idea, che ha rischiato di beffare gli spagnoli in diverse occasioni, ma c'era sempre un certo Iker Casillas a salvarli. Rigore decisivo di Fabregas, ma gli errori di De Rossi e Di Natale hanno fatto il resto.Un Toni inesistente, rimasto con la testa in Germania con i suo 38 gol...un centrocampo che senza Pirlo fa fatica...alla fine ha vinto il più forte.Adesso si torna a casa, con l'ombra di Marcello Lippi su Donadoni che ha dichiarato:"Non ho mai pensato alle dimissioni, non può essere una partita vinta o persa ai rigori a stravolgere tutto"..."Se ragionassi così sarei uno stupido - ha detto il ct azzurro -. Quello che ho fatto l'ho fatto con grande serenità e impegno, l'ipotesi delle dimissioni non mi è passata neanche per l'anticamera del cervello perché non ci si può pensare dopo un ko con i rigori. Se avessimo vinto oggi saremmo stati tutti bravi e forti. Io sono tranquillo, vedremo nei prossimi giorni, ci incontreremo, si parlerà e si valuterà la cosa serenamente, ma questa situazione non mi preoccupa".

mercoledì 18 giugno 2008

Grande Italia..grande Olanda...adesso la Spagna

Una notte fantastica, serviva un miracolo e cosi è stato, niente biscotto e una grande Italia. I francesi tornano a casa chiudendo a un punto, uscendo battuti nella sfida con gli azzurri. Dall'altra parte gli orange battevano con le "riserve" la Romania di Mutu senza problemi con un netto 2 a 0 con le reti di Huntelaar e Van Persie chiudendo a punteggio pieno la prima fase. Rivincita di Donadoni dopo tutte le critiche subite e dopo le tante voci di un esonero al termine di questi Europei. Partita cominciata benissimo, nella Francia esce Ribery al 10', mentre al 25' Toni viene atterrato da Abidal che viene espulso; Italia in vantaggio con Pirlo su calcio di rigore. Primo tempo decisamente tutto azzurro, tantissime le occasioni create, palo su calcio di punizione di Grosso che avrebbe potuto chiudere la partita già nel primo tempo. Ma il gol arriva nella ripresa al 53' con De Rossi su calcio di punizione, che viene deviato nettamente da Henry. Adesso ai quarti ci aspetta la Spagna, una delle squadre più in forma in questo periodo, già affrontata in amichevole in primavera. Peserà molto l'assenza di Pirlo squalificato, come quella di Gattuso; centrocampo che vestirà i colori giallorrosi con De Rossi, Aquilani e Perrotta. Donadoni: "Questo è il nostro spirito, l'entusiasmo che ci ha fatto andare avanti anche quando con un punto tutto sembrava perduto. Per questo motivo mi piace ricordare quelli che non hanno giocato, siamo un gruppo unito". In campo però anche qualche errore: "Dopo l'espulsione di Abidal ci siamo innervositi e abbiamo avuto due chance che non abbiamo trasformate per demerito nostro". Ma la sfortuna, che aveva perseguitato gli azzurri nelle due precedenti partite, non c'entra: "La deviazione di Henry sulla punizione di De Rossi è frutto di un pizzico di fortuna".Gli azzurri sono attesi nei quarti di finale dalla Spagna grazie alla vittoria sulla Francia e al successo dell'Olanda sulla Romania: "Non avevo dubbi, conosco Van Basten e il suo spessore, poi la partita poteva finire anche in un altro modo... Quando mi si diceva di chiamarlo, mi sembrava inutile, poco corretto nei suoi confronti''. Ora nel futuro di Donadoni c'è solo la Spagna: "Non parlavo prima della mia panchina e non lo faccio neanche adesso" ha concluso il ct dell'Italia.

sabato 14 giugno 2008

Ancora un passo falso..siamo quasi fuori

Resta solo una partita, la più attesa del girone, Italia Francia....una sfida infinita che questa volta potrebbe diventare una partita inutile nella caso la Romania vincesse contro gli Olandesi ormai qualificati. Gli Orange che in serata distruggono anche i vice campioni del mondo per 4 a 1 creano un distacco tra le altre tre del girone: Romania seconda con due punti, dopo Italia e Francia con un punto. Ottima prestazione quella degli azzurri ieri pomeriggio che avrebbero potuto dilagare, ma cosi non è stato. Bravo Mutu a sfruttare un errore di Zambrotta che non si accorge dell'attaccante della Fiorentina, stupenda la risposta dell'Italia con il gol un minuto dopo di Panucci su assist di Chiellini. Un gol annullato a Toni nel primo tempo regolare e un rigore regalato nel finale ai rumeni, parato dal mitico Buffon che tiene ancora aperto il discorso qualificazione. De Rossi: "Non c'è omogeneità, e dopo cinque giorni ancora non sappiamo se il gol che ci ha segnato Van Nistelrooy era valido o meno. Il nostro gol, poi, era regolare - ha aggiunto il romanista - avremmo meritato di vincere, abbiamo messo 10 volte la palla davanti alla porta". Buffon: "Quando con una decisione dubbia si rischia di mandare a casa una squadra, un paese, ci si deve mettere la mano sulla coscienza e usare un po' di buon senso". Quanto alla sua prodezza sul rigore di Mutu, Buffon ha risposto semplicemente "una parata è una parata". Poi, avviandosi al pullman ha aggiunto ridendo: "Sono stato fortunato".

lunedì 9 giugno 2008

Azzurri che delusione

E' stata una vera e proprio delusione la partita di esordio della nazionale; una squadre con poche idee, messe in campo sicuramente male, con Pirlo che era l'unico che giocava li al centro, e con un attacco che non esisteva. Per fortuna non è tutto finito grazie al pareggio del pomeriggio tra Romania e Francia. Italia scesa in campo senza De Rossi, Perrotta e Grosso; non avevano mai perso nella partita inaugurale della competizione continentale e che contro l'Olanda non perdevano da 30 anni. Risultato finale 3 a 0 per gli orange. Il primo gol degli olandesi è di Van Nistelrooy in fuorigioco, che sfrutta un tiro errato di Sneijder; raddoppio su contropiede dopo una ghiottissima occasione per la squadra di Donadoni, assist di Kuyt e rete di Sneijder. Il primo tempo termina cosi. Nella ripresa l'Italia prova nella rimonta, ed entrano in campo Grosso, Cassano e Del Piero; e si nota immediatamente la differenza, ma c'è poco da fare; dopo una punizione di Pirlo e la parata di Van Der Sar, parte ancora una volta il contropiede olandese, questa volta Buffono para la prima conclusione ma alla seconda non può niente anche per una deviazione di Zambrotta; rete di Van Bronckhorst su assist di Kuyt. Adesso per gli azzurri sarà dura qualificarsi, ritrovandosi in un girone di ferro. Donadoni:"Non voglio dire che è stata l'Italia peggiore della mia gestione, non è giusto. Abbiamo subito due gol comettetendo degli errori, ma l'Olanda non ci ha sovrastato. Siamo partiti bene, poi forse abbiamo subito l'approccio alla prima gara. I gol ci hanno condizionato.Ci abbiamo provato, abbiamo avuto delle buone occasioni, ma non era serata e abbiamo concesso altre occasioni. E' chiaro che non siamo partiti bene, perdere 3-0 non è certo positivo, però dobbiamo guardare avanti, abbiamo due gare e cercheremo di fare tutto il possibile. I primi a essere feriti siamo noi".

martedì 3 giugno 2008

Mourinho...la prima

Queste le prime dichiarazione di Mourinho alla sua presentazione:
Quando si presentò al Chelsea disse di essere speciale, lo "special one". Come vorrebbe essere chiamato ora?
"Mourinho. Sono arrivato in un club speciale. Non ho mai dimenticato che credo di essere un grande allenatore. Ma voglio essere semplicemente Jose Mourinho, lo stesso di sempre, con le stesse motivazioni. Volevo lavorare in Italia, in una grande società. L'Inter mi ha dato l'opportunità di lavorare qui, è una sfida molto importante, e voglio ringraziare Moratti e Branca che mi hanno dato questa opportunità. Mi hanno chiamato il giorno dopo l'eliminazione dell'Inter dalla Champions col Liverpool".
Cosa le ha chiesto Moratti?
"Di lavorare in sinergia con tutto l'ambiente, i giocatori, la società. Di iniziare un ciclo nuovo, dopo quello chiuso con un grande allenatore come Mancini. Rispetto il lavoro da lui svolto, io sono un allenatore diverso. Dopo poche settimane credo che potrò avere un vero e onesto rapporto con i miei giocatori. Io sono sicuro di lavorare molto bene, mi aspetto di ottenere risultati. Mi piace molto essere qui, in Italia e in una grande società come l'Inter. Sono l'allenatore di un club speciale".
Che acquisti chiederà?
"A leggere i giornali sembra che allenerò 60 giocatori. Io in realtà ne voglio 21 più tre portieri. Non ho bisogno di cambi drammatici nella squadra, tutti qui pensiamo di aver bisogno di due o tre giocatori per essere più competitivi. Io voglio avere la possibilità di cambiare un po' la filosofia calcistica. Ogni allenatore pensa in maniera un po' differente dagli altri. Non è vero che voglio comprare tutti i fuoriclasse d'Europa. Voglio tranquillizzare i miei giocatori, li chiamo così. La mentalità della squadra mi piace tantissimo, ho grande fiducia in questo gruppo. Difficile per me aspettare fino al 15 luglio, perché ho tanta voglia di lavorare con loro".
Cosa pensa della Serie A?
"Che arrivo qui in un momento molto importante. Il Milan vuole fare grandi cose, la Juve vuole fare grandi cose, l'Inter vuole fare grandi cose. La Serie A in questo momento non è il campionato più bello del mondo. Può tornare ad esserlo".
Cosa pensa della Champions League?
"E' il sogno di tutti. Almeno 11 squadre la vogliono vincere il prossimo anno, fra le quali 3 italiane, 4 inglesi, 1 tedesca e 3 spagnole. La terza spagnola è l'Atletico Madrid. La chiamo la competizione dei dettagli, perché sono quelli che fanno la differenza. Io quando l'ho vinta ho battuto il Manchester con un gol al minuto 90. Col Chelsea ho perso due volte, la prima con un gol che nessuno ha visto, la seconda con un rigore. Ho la tendenza a far bene in questo tipo di competizione, ho portato a casa una vittoria in Champions, due semifinali, una Coppa Uefa".
Cosa pensa di Adriano e degli altri giocatori che cercano la conferma?
"Adriano...penso che come minimo questo è il segnale che i miei occhi sono aperti, voglio andare in Brasile per vedere la partita con l'Argentina, per parlare con i miei argentini e i miei brasiliani, e se Adriano gioca...bene per me. Potrò valutare il suo stato di forma. Dunga può essere felice di questo, perché potrebbe essere una motivazione in più per Adriano. Ma questo deve valere per tutti i giocatori dell'Inter. Crespo in questo può essere mio 'amico', passare un messaggio positivo in questo senso, perché mi conosce. Chi è con me, chi lavora, gioca. Io sono un allenatore onesto con i miei giocatori. E' facile lavorare con me per chi si impegna, difficile per chi è pigro".
Come cambierà tatticamente la squadra?
"Mi piace un modulo in particolare ma mi piace anche adattarmi alle esigenze. Sono un allenatore di campo. Ho 45 anni, ma non voglio fare il dirigente in futuro, quando ne avrò 60, voglio continuare finché possibile a lavorare con i giocatori".
Qual è la vera sfida?
"Competere veramente su tutti i fronti, che sono 4: campionato, Champions League, Coppa Italia e Supercoppa. Io e il mio staff sappiamo quello che facciamo, nel Porto abbiamo vinto tutto. Col Chelsea 3 su 4. Ho la metodologia ideale per questo, per avere cioè una squadra che può mantenere un livello alto in tutta la stagione. Di solito le mie squadre sono forti dal punto di vista mentale, fondamentale per arrivare in fondo ad ogni obiettivo.

lunedì 2 giugno 2008

Benvenuto Mourinho!

Il tecnico portoghese ha firmato un contratto triennale e lavorerà, al nuovo progetto nerazzurro dei Campioni d'Italia, con i collaboratori Rui Farias, Silvino e Andrei Villas Boas. Il vice allenatore sarà Giuseppe Baresi, una carriera all'Inter, attualmente dirigente del Settore Giovanile.
Ringraziando Roberto Mancini e il suo staff per i successi ottenuti in quattro stagioni alla guida tecnica della squadra, tutta F.C. Internazionale ha il grande piacere di dare il benvenuto e il 'buon lavoro' a Josè Mourinho e ai suoi collaboratori. Josè Mourinho - per esteso Josè Mario Dos Santos Mourinho Felix - nasce il 26 gennaio 1963 a Setubal, in Portogallo. Da quando venne chiamato al Barcellona da Bobby Robson, per un ruolo di secondo piano, ad oggi è riuscito a farsi riconoscere come uno dei migliori, se non il migliore allenatore al mondo. Merito di una carriera iniziata dal basso e finita più volte sul podio più alto dei tornei nazionali e europei. Il lato quasi inedito di Mourinho, un uomo spavaldo, forte, che è diventato leggenda proprio per il suo carattere, oltre che per i meriti sportivi, sta proprio in quel suo inizio graduale, in quel voler costruire sempre un cammino vittorioso e vincente, passando a traguardi di volta in volta più impegnativi solo quando era certo di poterlo fare. La sua carriera è un libro ricco e affascinante: dalle giovanili del Barcellona al Benfica. E poi al Leiria, la più recente delle squadre portoghesi.
Il 2002 è l'anno del primo grande salto. È pronto per il Porto e, subito, vince campionato, coppa nazionale e Coppa Uefa. Nel secondo anno, concretizza il sogno di tutti gli allenatori, vince sia il campionato che la Champions League e, tanto per non perdere l'attitudine, mette in bacheca anche due edizioni di Supercoppa. È il 2004, ed è pronto al salto successivo. In Inghilterra. Il Chelsea ha un nuovo patron, Roman Abramovic, che vuole solo il meglio e intuisce il valore assoluto del portoghese. Sarà ricambiato con due campionati, nel 2004/2005 e nel 2005/2006, e una F.A. Cup nel 2006/2007. Anche qui aggiunge, in una terra che delle coppe nazionali fa degli appuntamenti storicamente rilevanti, due edizioni della Carling Cup e una della Charity Community Shield.
I giocatori che mette in campo dicono che Mourinho è probabilmente il migliore nel preparare la partita, in tutti i sensi. Non è difficile credere a questa tesi che arriva direttamente dal campo, dagli interpreti principali, e da un dato, non semplicemente statistico: 12 trofei negli ultimi 5 anni. All'Inter è iniziata l'era di Josè Mourinho.

sabato 31 maggio 2008

Che bella Italia!!

Bella prestazione degli azzurri di Donanodi che battono in amichevole il Belgio per 3 a 1. Grande prestazione di Di Natale che mette a segno una doppietta, oscurando un po le prestazioni degli altri attaccanti. Terza rete dello juventino Camoranesi. Sono buoni i segnali in vista dell'Europeo che ormai è alle porte anche se questo era il Belgio, e ci aspetterà un girone di ferro.

mercoledì 28 maggio 2008

Addio Mancini...arriva Mourinho

Era un Mancini sorridente e sicuro quello che si recava alla residenza del presidente Moratti per discutere del futuro; è stato un Mancini scuro in volto e deluso quello che e sceso dalla residenza del presidente Moratti. Con queste parole si è subito capito che il futuro dell'allenatore non era più con i colori nerazzurri. Questo il dialogo tra i due: Comincia il Mancio: "Allora, presidente, andiamo avanti insieme?". La risposta è un montante alla mascella: "Mancini, mi spiace tanto, la devo mandare via". Mancini è già all'angolo, ma i riflessi sono pronti: "Perché deve? Deve o vuole?", risponde. Il presidente, a questo punto, è costretto a imbarazzate spiegazioni: parla di spogliatoio spaccato, di situazione precipitata, di sondaggio tra i giocatori che l'avrebbe visto uscire perdente. La responsabilità della sentenza, insomma, scaricata anche sulla squadra. L'ira di Mancini monta e il tecnico, a questo punto, non esita a girare i tacchi verso l'uscita. "Bene, allora me ne vado", sibila e al tentativo di Moratti di fermarlo, di proseguire il colloquio, il mister si arrabbia sul serio: "Non sono più un suo dipendente, me ne vado quando voglio. E comunque già a gennaio aveva deciso di mandarmi via, è da tre mesi che mi dice bugie. Io non ne ho mai dette". Il presidente interista, pur in una situazione ipertesa, tocca l'altro argomento all'ordine del giorno: la risoluzione del rapporto, la buonuscita da concordare per Mancio e per il suo staff. La proposta di Moratti è di una cifra pari a un anno e mezzo di contratto. Parole sbagliate nel momento sbagliato: "Non le faccio nemmeno un euro di sconto. Mi darà tutto quello che mi deve dare". E' la dichiarazione di guerra che precede il congedo, gelido e assai lontano dallo standard: "Lasciamoci e rimaniamo amici".

domenica 25 maggio 2008

Alla Roma la coppa Italia

C'era da aspettarsela una Roma cosi agguerrita, una Roma vendicatrice contro un Inter che non voleva dare più niente; Moratti lo aveva detto: "A Roma manderei i ragazzini", non è stato proprio cosi però non era di certo l'Inter di sempre. I Giallorossi erano al completo tranne il loro capitano, mentre nei nerazzurri mancavano Ibra, Cambiasso, Materazzi, Cruz e con in campo un Chivu non in perfette condizioni. Certo per la squadra di Spalletti e come aver vinto il campionato, con tanto di magliette con il numero nove sulle spalle ( le coppe vinte) e con la data come nome, per una coppa che non viene molto considerata. La partita si è decisa con i gol di Mexes e Perrotta per la Roma e il gol di Pelè, secondo in coppa, ad accorciare le distanze. Le due squadre si ritroveranno per la prima partita ufficiale nella Supercoppa Italia.

giovedì 22 maggio 2008

Manchester campione d'Europa

Il Manchester Unt. diventa campione d'Europa per la terza volta nella sua storia, riuscendo a battere il Chelsea 7 a 6 dopo i calci di rigore. Partita bella, anzi bellissima; primo tempo dei Red devils che creano tantissime occasioni, con un Cristiano Ronaldo in grandissima forma che regala spettacolo. E' proprio il portoghese a portare in vantaggio la sua squadra su colpo di testa su assist di Brown, 42esimo gol in stagione...il Manchester rischia di raddoppiare ma viene fermato da un grandissimo Cech. Al termine del primo tempo arriva la beffa, infatti all'ultimo minuti Lampard insacca il gol del pareggio che cambia la partita. Nel secondo tempo a tutta un'altra musica con i Blues che fanno il gioco, creano azioni e cercano il gol vittoria. La squadra di Grant prende un palo con Drogba e una traversa con Lampard, ma niente da fare il secondo tempo termina in pareggio, si va ai supplementari. Trenta minuti con la paura di subire un gol, che porta le squadre ai rigori. Drogba si fa espellere per uno schiaffo a Vidic. Brutta partita per l'arbitro che lascia proseguire molti interventi fallosi che avrebbero meritato il cartellino. Ai rigori c'è ancora l'errore di Ronaldo, rigore che avrebbe permesso di portare la Champions a Londra per la prima volta nella storia, ma così non è stato a casa dello scivolone del capitano Jonh Terry durante il tiro, palla al lato. Errore decisivo di Anelka.

mercoledì 21 maggio 2008

Nazionale: pre-lista

Il commissario tecnico ha scelto 24 nomi (ben 4 in meno rispetto alle attese), con uno zoccolo duro di ben 14 campioni del mondo, in cui spicca, oltre al nome del barese della Samp, anche quello del viola Montolivo. "Non ci sono riserve. Sono 24 giocatori che si giocheranno il posto (all'Europeo ne andranno 23) - ha sottolineato Donadoni -. Non c'è alcun tipo di decisione, non sarebbe piacevole per nessuno. Mi metto nei panni dell'atleta, non sarebbe bello sapere che sei nei 24, ma poi tornerai a casa". Insomma, come ha detto il c.t. "Tutti si devono sentire nelle stesse condizioni". Questa la lista:
Portieri: Buffon, Amelia, De Santis
Difensori: Barzagli, Cannavaro, Chiellini, Grosso, Materazzi, Panucci, Zambrotta.
Centrocampisti: Ambrosini, Gattuso, Aquilani, Camoranesi, De Rossi, Perrotta, Montolivo e Pirlo
Attaccanti: Toni, Borriello, Del Piero, Di Natale, Quagliarella, Cassano.